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11 Mar 2010 - 15:53:13
Alla corte del re..........




C’era una volta un re che disse alla sua serva : “raccontami
una favola”. E la serva incominciò:

Un giorno  non molto lontano, durante il ventennio ( quello famoso) , nel piccolissimo borgo di

Fontamara vivevano i Cafoni.

I più fortunati tra loro erano piccoli proprietari di pezzi di terra del fucino mentre altri , i più sfortunati, non possedevano nemmeno quello . Per tutti comunque , era impossibile avvalersi del diritto allo studio poiché nessuno poteva permetterselo e tutti erano relegati al solo lavoro della terra in mano a qualche “ padrone “ che per quattro soldi faceva di loro quello che voleva.

L’ignoranza in quei tempi veniva sfruttata dal potere per
controllare socialmente le masse al fine di indirizzarne il voto per arricchire
le tasche dei “ colti”. Altri tempi quelli …………………………..”



A questo punto la serva si fece seria e restò in silenzio
per qualche istante fissando le sue giovanissime mani rovinate dal lavoro a
palazzo.


Il re la spinse a continuare. “ Dunque………” , sospirò :

“Questi cafoni vivevano di quel poco che avevano dall’allevamento di qualche animale domestico e dal frutto del lavoro nelle terre. Vivevano in condizioni igienico-sanitarie molto precarie e spesso condividevano gli spazi insieme agli animali che allevavano. Pochi di loro avevano le abitazioni alimentate a corrente elettrica.


Un giorno recandosi nei campi si accorsero che le milizie
avevano deviato il corso dell’acqua che permetteva loro di irrigare per
consentirne l’uso nelle terre del podestà. Lo sdegno fu tanto per cui decisero
di formare una delegazione che si diresse al municipio per avere spiegazioni.

Fu risposto loro che il podestà  ( sig. Magna) aveva tutti i diritti all’uso di quell’acqua poiché legalmente autorizzato dal consenso firmato dai fontamaresi.


E’ una truffa!!!!! Gridò il giovane Berardo………….



Infatti pochi giorni prima furono raccolte le firme di quei
contadini con la scusa di fare un censimento della popolazione ma, nottetempo
mani abili avevano trasformato quel documento in una regolare cessione /autorizzazione
del corso del fiume.



Salì la rabbia tra quella gente, si sentirono beffati,
truffati, traditi.



Berardo iniziò a inveire contro le milizie. Le donne di
quella comunità iniziarono una protesta in difesa di quello che rappresentava
per loro l’unica fonte di sostentamento.



Fu Don Circostanza incaricato di trattare con quella
gentaglia. Egli aveva un certo appeal su di essi, era lui il tramite tra quella
miserabile vita e la vita “ civile”.



Promise che avrebbe sistemato tutto provvedendo con  il chiedere al podestà di dividere il corso
del fiume in parti uguali con i cafoni.



Infatti, propose ai fontamaresi di destinare i ¾ di acqua a
consumo del podestà e i restanti ¾ a loro per un periodo di venticinque anni
soltanto.



Molti di loro tacquero, altri sollevarono dubbi poiché
ancora arrabbiati per la truffa delle firme mentre ad altri i ¾ e ¾ sembravano
una giusta ed equa suddivisione ma che venticinque anni fossero troppi.

Il giovane Berardo mugugnava.........


Don circostanza aveva sempre le parole giuste e sapeva bene
come trattare con i contadini allora si impegnò a fare da garante affinchè
invece di venticinque anni si arrivasse ad un’accordo per cui il tempo dell’uso
dell’acqua da parte del podestà  si
riducesse a soli cinque lustri.



Et voila……… Con poche parole si riusci’ a domare una
protesta.



Il giovane Berardo capisce l’inganno e non ci stà. Poco dopo
avrà quello che si merita. Un posto tra le stelle.



Ci sapeva fare Don Circostanza che mai nome fu più azzeccato
di quello.


Un popolo mantenuto nell’ignoranza è sicuramente un popolo
più governabile ……..”



 


A questo punto del racconto il re preoccupato del sapere della serva e del pericolo che avrebbe corso qualora avesse avuto modo di divulgarlo, le chiese  di raccontargli un’altra storia, stavolta diversa.


E la serva inominciò :


“ Un giorno non molto lontano, durante il ventennio ( quello
meno famoso ma più attuale), nel piccolissimo borgo di Assurdo vivevano gli
Assurdi.



Essi erano organizzati socialmente, il diritto allo studio
era riconosciuto a tutti, anche alle donne, l’accesso alla conoscenza era
libero e tutti avevano un televisore in casa.



Il televoto era libero e al solo costo di cinquanta
centesimi iva inclusa si poteva televotare liberamente da casa propria, anche
più volte.



Una società apparentemente perfetta se non fosse che ogni
cinque anni doveva  ripetersi quel noioso rito del televoto che andava ad eleggere
coloro i quali avrebbero amministrato il comune per gli anni a seguire.



( Il re sembrava molto interessato, in fondo lui non aveva
alle spalle un’esperienza del genere. Il suo titolo lo aveva ereditato e non
sapeva cosa fosse una campagna elettorale).



Và avanti disse il re alla serva. E la serva continuò:



Era periodo di campagna elettorale. Una campagna elettorale  strana questa. Più di cinquant’anni di storia
, che aveva visto due opposte fazioni battersi per guidare il paese, messi da
parte poiché  qualcuno ,che chiameremo i Cetra ( dal quartetto), decisero di
staccarsi dal loro gruppo per fondare insieme ad altri dissidenti dell’opposta
fazione un movimento per conto loro. 
“””” Apriti cielo””””””.



I Cetra dopo aver tentato invano di  spiegare i 
perché della scelta  ai capi della
loro fazione furono accusati di tradimento.



Su di essi fioccano accuse pesanti di complotto mirato al
sovvertimento del sistema, allo sconvolgimento del pensiero unico e di voler
minare alla democrazia in nome di alcuni princìpi. Traditori!!!!!



I Cetra ed il resto dei dissidenti fondarono un movimento
che aveva l’obiettivo di proporre un modo diverso di amministrare il paese
svincolandosi dalle vecchie logiche spartitorie della vecchia classe dirigente
che aveva contribuito a portare quel posto sull’orlo del baratro. Loro
intendevano la politica come un mezzo per arrivare alla condivisione del
territorio e non alla spartizione di esso. “



Poveri idioti , pensò il re.



“Dunque” : continuò la serva:



“ Dopo tre anni di militanza in questo movimento finalmente
si arriva al giorno in cui vengono presentate al paese le liste dei candidati.
Una era formata dai dissidenti che nel frattempo con i loro argomenti e le loro
ragioni erano riusciti a fare proseliti e a convincere una delle fazioni a
seguire il loro progetto mentre l’altra parte era formata per poco meno della
metà da giovani in gamba e volenterosi alla prima esperienza e per più della
metà da vecchi amministratori capeggiata dal dottor Volpe.



Il dottor Volpe era un politico navigato, questa era la sua
quarta volta, ed è per questo motivo che viene considerato il più adatto e
disponibile a rappresentare le istanze dei più giovani.”



Il re a questo punto interruppe nuovamente la serva e le
chiese: “ Scusa ma come è possibile ciò. Possibile che non ci sia nessun’altro
in grado di guidare una lista nel paese di Assurdo?”



La serva fu molto sorpresa da questa domanda e replicò:



 “ Mio sire ma come
proprio Lei che ha una carica a vita?”



E il re : “ Come ti permetti. Io sono il re mica un sindaco
di paese …….. Va avanti”.



E la serva continuò:



“ Nel paese di Assurdo non è possibile mettere in
discussione l’operato del sig. Volpe. Molti giovani in passato hanno tentato di
entrare nel suo entourage  ma capirono subito
che il ruolo pensato per loro era quello di fare qualche serata d’estate e
fotocopiare atti, fotocopiare, fotocopiare, fotocopiare ……



Era bravo il dott. Volpe ad usare le parole e a convincere
il popolo. Molto più di Don Circostanza.



Infatti quando si presentò al paese con la sua “nuova lista”
pensò bene di usare la parola per convincere il popolo a seguirlo.



Usava parole d’effetto tipo: Coraggio, cambiamento,
riflessione, ripresa.



Belle parole che raccontate bene suscitano sicuramente delle
emozioni. Egli non attacca mai personalmente l’avversario, a questo ci pensano
i lacchè. Quando usa le sue doti persuasive lo fa sempre da solo, non vuole
testimoni.”



Peccato però che non ci fosse un Berardo Viola anche lì
perché sicuramente gli avrebbe chiesto:



Mi scusi sig. Volpe visto che lei difende così tanto i
partiti così come sono perché non ha mai condiviso le sue scelte con la base di
quello che rappresenta?



Come mai , se qualcuno di quella base fa accordi con persone
“diverse” sono traditori e usa la parola coerenza e progresso mentre lei stesso
siede con qualcuno che ancora fa parte della minoranza a Lei in opposizione?



Come mai parla di ripresa dal declino e non presenta un
consuntivo di quello che ha fatto negli anni precedenti e che forse ha
contribuito al declino stesso?



Come mai…………….??????



Il re preoccupato seriamente da ciò che sarebbe potuto
succedere se i suoi sudditi avessero saputo di questa storia urlò spintonando
la serva:



“ Non voglio più sentire queste storie e non voglio che tu
le racconti nel mio palazzo. Non posso permettermi di avere una serva che parli
di politica quindi ti condanno a morte a meno che tu non sappia cantare.”



La serva impaurita si ricordò di una canzonetta e la intonò
:”



 La verità è come il
vetro, è trasparente se non è appannato, e per nascondere quello che c’e’
dietro basta aprire bocca e dargli fiato……… Carla bruni……”……



La serva fu impiccata dopo due giorni nel cortile del
palazzo di fronte a tutti affinchè a nessuno mai venisse in mente di parlare di
politica in quel regno regno.



Gli unici argomenti permessi dovevano essere necessariamente
quelli che aveva già trattato la tv.



Si ricorda che è possibile tele votare al solo costo di 50
centesimi e lo si può fare liberamente restando seduti a casa.



massimiliano · 460 visite · 13 commenti

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Commenti

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Commento di: uggs sale [ Visitatore ] Sito Web
   26.03.10 @ 09:51:34
Commento di: elvira [ Membro ]
Questa notte ho fatto un sogno……strano, strano strano davvero.
Ho sognato che vivevo in un paese dove il tornaconto personale era una filosofia di vita.
Tutto girava intorno al tornaconto personale.
Gli amministratori di questo paese lavoravano nella più assoluta trasparenza.
Ogni deliberazione era partecipata della popolazione, perché tutti sapevano che se si decideva tutti insieme per il bene del paese ognuno avrebbe avuto il tornaconto personale.
Si facevano scelte ecologiche con una gestione condivisa del territorio.
Si cercava di sfruttare il sole e il vento come mezzo di energia cercando soluzioni con il meno impatto ambientale possibile:
Pensate che gli amministratori cercavano di gestire direttamente le centrali eoliche per aumentare le risorse economiche di quel paese, perché poi, era per la popolazione un tornaconto personale.
Si faceva la raccolta differenziata per portare nelle casse comunali un notevole risparmio, perché tutto era per quella popolazione un tornaconto personale.
Si studiava insieme alla popolazione soluzioni atte a coinvolgere tutte le risorse umane del paese, dai giovani agli anziani, tutti potevano contribuire con le loro forze, capacità ed esperienze ad aiutare questo paese a crescere …perché il tornaconto personale era la loro filosofia.
Attraverso la conoscenza e la preparazione dei giovani di quel paese, si era creata una rete multimediale che riusciva anche a coinvolgere le persone più anziane.
C’era uno scambio culturale notevole perché veniva trasferita la memoria storica dagli anziani ai giovani….. perché tutti erano convinti che poi tutto sarebbe diventato un tornaconto personale.
Si riusciva persino, in quel paese, a riallacciare contatti con persone originariamente del luogo ma che avevano perso contatti ,affetti, e interessi.
Si iniziò così uno scambio culturale e di esperienze, di lingua….addirittura con l’estero… perché la filosofia di quel paese era che la crescita di ogni persona era un tornaconto personale.


……ma come ogni sogno, poi, alla mattina svanisce……però……..

Pensare che nella realtà diciamo TORNACONTO PERSONALE in senso negativo……però…………mi sono alzata un po’ delusa……………ho aperto la finestra e ho fatto entrare in casa, …………un po’ di ARIANUOVA…..…..
   24.03.10 @ 22:28:17
Commento di: OrrElsa22 [ Visitatore ] Sito Web
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   17.03.10 @ 05:48:04
Commento di: massimiliano [ Membro ]
Grazie Elvira per avermi chiarito le idee :) spero che questa tua spiegazione arrivi anche a quei professori di storia che hanno dimenticato il significato dell'educazione civica.
   12.03.10 @ 09:23:51
Commento di: elvira [ Membro ]
...tanto per chiarirsi le idee.....
"L'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato.

All'interno di una determinata politica o tradizione etica, l'educazione civica consiste nell'educazione dei cittadini. La storia dell'educazione civica risale alla prime teorie formulate in proposito da Platone nell'antica Grecia e da Confucio in Cina. Costoro, in generale, hanno contribuito l'uno in Occidente, l'altro in Oriente, a elaborare i concetti di diritto e di giustizia da attuare nella vita pubblica.

In Italia, fu Aldo Moro il primo a introdurre nel 1958 l'insegnamento dell'educazione civica nelle scuole medie e superiori: due ore al mese obbligatorie, affidate al professore di storia, senza valutazione.
   11.03.10 @ 22:31:36
Commento di: Roberta [ Visitatore ]
Scusami se non mi sono spiegata bene, o cmq perchè era in chiave ironica. Intendevo che è assurdo che si assista alla vìolazione dei principi base della ed.civica e che a farlo siano proprio le persone che dovrebbero farne anche una questione morale e tanto piu che ci siano sudditi,che poco sanno e meno vogliono sapere.
   11.03.10 @ 21:03:25
Commento di: massimiliano [ Membro ]
Scusami Roberta ma alla mia intelligenza sfugge il senso delle tue parole potresti essere più precisa? Grazie anticipatamente
   11.03.10 @ 20:27:36
Commento di: massimiliano [ Membro ]
Scusami Roberta ma alla mia intelligenza sfugge il senso delle tue parole potresti essere più precisa? Grazie anticipatamente
   11.03.10 @ 20:24:58

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